venerdì 4 settembre 2015

Evidenze

Se vai nel bosco ad esplorare sentieri nuovi, è possibile che tu ti perda.

Se esplori sentieri impervi, è possibile che tu finisca in qualche tratto estremamente difficile da percorrere.

Se porti solo una borraccia ed il giro che vuoi fare è piuttosto lungo, potresti rimanere senza acqua.

Se la salita che affronti supera il 20% di pendenza, potrebbe accadere che la tua frequenza cardiaca impenni altrettanto vertiginosamente.

Sono tutti possibili esiti, condizionati da altrettanti fenomeni aleatori, calcolati e non certo casuali: capacità di orientamento, capacità tecnica di guida, eventuale presenza di sorgenti lungo il percorso, qualità atletiche del pilota. Ma a me piacciono le certezze, di quelle solide e robuste. Incontrovertibili. Eccone quindi due. Belle grosse, a dire il vero:

 
1) Queste due spine bucano qualsiasi tipo di pneumatico, pure quello in fibra di kriptonite;

2) Con lo pneumatico afflosciato, senza kit di ricambio, posso camminare comodamente fino a casa, grazie alle scarpe da MTB con la suola tacchettata.

sabato 29 agosto 2015

Metti che poi ci prendo gusto?

Sabato scorso ho costretto il camper ad affrontare chilometri su chilometri di curve giusto per partecipare, la domenica seguente in quel di Isili, al campionato regionale di triathlon olimpico.

Pochi abbronzatissimi e depilatissimi atleti si sono contesi l'ambito titolo. Io no: stavolta non ho fatto la ceretta, con gran dispiacere di mia moglie che, mentre raccoglievo le ultime cose da portare in zona cambio, cercava di convincermi - in extremis - ad accorciare almeno i coniglietti sotto le ascelle.

"...per non sfigurare troppo accanto agli altri concorrenti, ajò dai che fai ridere!"

Irremovibile nella mia scelta, sufficientemente abbronzato ma eccessivamente peloso, ho perciò rinunciato in partenza a lottare per le posizioni di vertice, per dedicarmi invece alla mia particolare giornata di test, quella spocchiosamente preannunciata QUI con tanto di tempi previsti ed ipotesi di strategie di gara.

Com'è andata? E calma, cazzo, se no che scrivo a fare!


mercoledì 26 agosto 2015

Incomprensioni

"Lorenzo, perché non fai un bel disegno di babbo che nuota, poi va in bici e poi corre?"

"Ma non ci riesco, non lo so fare!"

"Ma si dai, che sei bravissimo!"



Eppure pensavo che la descrizione dei miei passatempi fosse stata abbastanza chiara. E tralasciamo pure l'aggiunta di Neymar sullo sfondo, che mi sta sulle palle per quel goal in finale, a tempo scaduto, che era davvero troppo.

Ma proprio con la maglia di Tassotti mi doveva disegnare?

sabato 22 agosto 2015

Venti di guerra

Bene, ci siamo.

Dopo l'antipasto di triathlon fatto a giugno, con le gare off-road di Santa Teresa di Gallura e Cagliari, finalmente potrò cavalcare le ruote fini e vedere cosa si ottiene ad allenarsi per tutta l'estate ad minchiam.

A Isili si gareggia per il titolo regionale di triathlon olimpico, in una gara con scia consentita su un percorso collinare e non certo velocissimo. O meglio: gli altri gareggiano per il titolo regionale, io gareggio contro me stesso, sempre nel culo del gruppo.

Esattamente un anno fa ad Isili partecipavo alla mia prima gara di triathlon, una sorta di prova generale in vista del Challenge 70.3 del Forte Village. Allora mi allenavo attenendomi scrupolosamente alle tabelle fornite da NLSPORT, oggi faccio tutto come viene, mi alleno parecchio (persino troppo) e non ho la più pallida idea di quali siano realmente i miei limiti e le mie capacità. In generale credo di aver migliorato le mie prestazioni, ma è una sorta di supposizione che dovrò suffragare domenica. Con i fatti, naturalmente.

E quindi via alle comparazioni, analisi, previsioni ed ipotesi, che nei due giorni di riposo pre-gara ho un sacco di tempo a disposizione per rimuginare su un sacco di cazzate.

Questo è il risultato di Isili 2014
  • Tempo finale: 2h 47' 42";
  • Posizione: 40° su 63 arrivati (9° su 10 di categoria)
  • Parziali: 
    • Nuoto 35' 03" (54° posizione); 
    • T1 2' 38"; 
    • Ciclismo 1h 27' 28" (34° posizione);
    • T2 1' 17";
    • Corsa 41' 16" (20° posizione);

mercoledì 19 agosto 2015

Seriamente

"Ma perché vuoi spendere soldi per andare in piscina? Non stai nuotando abbastanza al mare?"

"Si, ma in piscina posso fare esercizi che in mare non vengono bene. Mi ci vedi a Cala Ginepro a fare slalom fra i pedalò con il pull buoy fra le gambe? La tecnica è importante, soprattutto nel nuoto."

"Si vabbè. Ma fammi capire, in piscina vanno tutti i tuoi amici triatleti?"

"Qualcuno sì. Te l'ho detto che per certi esercizi la piscina è imprescindibile."

"Ho capito, io qui a sclerare con i bambini e tu a divertirti."

"Ma no, figurati. Guarda che in piscina ci si fa un mazzo così, non c'è mica il tempo per cazzeggiare..."


lunedì 17 agosto 2015

Ineccepibilmente scientifico

Prendi un amico che sta preparando l'Ironman (la distanza più blah blah blah del triathlon), metti che questo amico viene allenato niente meno che dal famoso blogger Stefano Strong e farà la sua gara in compagnia di Lorenzo, altro blogger rinomato per le sue atroci velleità. Se questo amico ha un allenamento impegnativo e lungo non puoi mancare, rischi di perderti un sacco di pettegolezzi!

Metti quindi un sabato di Ferragosto, tante ore a disposizione ed una scapestrata compagnia: oltre all'aspirante Ironman aggiungine uno fatto e finito, uno che sale per la prima volta sulla bici da corsa (che peraltro gli hanno prestato), uno che non si allena da un mese ed il sottoscritto.

Prendi quella compagnia e falla girare allegramente su un percorso che parte da Nuoro, scende in Baronia, risale dalla costa fino a Orune e ritorna a Nuoro. Così, senza cognizione di causa, senza preparazione, per lunghi tratti senza acqua. Falla girare piuttosto a lungo insomma, qualcosa tipo centosessanta km.

Ecco, quando sognavo di partecipare ad una Granfondo speravo proprio che fosse così: con le discese al buio alle sei del mattino, con il vento in faccia e il mare e l'alba di fronte, con le pause piscio in compagnia, con le risate e le chiacchiere, con una indigestione di barrette energetiche, con la frequenza cardiaca che va a puttane quando ti inseguono i cani pastore, con la coca cola al bar alla fine della salita per Orune. Che te la offrono e non puoi rifiutare, altrimenti si offendono e rischi di non pedalare mai più.

È il bello di potersi allenare senza obbiettivo, oppure con tutti gli obbiettivi che ti passano per la testa. Perché se è vero che l'allenamento è sia scienza che arte, io sto profondamente gustando il bello della seconda.

martedì 11 agosto 2015

Un talento poliedrico

Di domenica, d’estate, si può andare al mare: si passa una bella giornata in famiglia, ci si rinfresca sulla battigia, si gioca con i bimbi.
Oppure ci si può ritrovare con un centinaio di scalmanati, vestiti di completini sgargianti e dotati di bici allucinanti, e pensare bene di sfidarsi, sotto un sole terribilmente caldo, a chi va più veloce sulle salite fra Nuoro e Orune.

Campionato regionale della montagna F.C.I.
Prima gara da tesserato, così da “maratoneta prestato al triathlon” sono passato a “maratoneta prestato al ciclismo”. Prima della gara l’ottimo Andrea mi ricorda la strategia di squadra (e sì, faccio persino parte di una squadra con una tattica di gara) e il mio compito di gregario: tirare sulla prima salita ad una velocità media di 24 km/h, evitando che squadre più attrezzate della nostra possano andare in fuga.
Sorrido, lo guardo euforico e gli ricordo che io, in allenamento, su quella salita, non vado a più di 13 km/h di media. E per dimostrargli che non mento sulle mie qualità, nel trasferimento in discesa fra Orune e Marreri riesco a farmi passare da tutti i concorrenti ed arrivare alla partenza giusto un secondo prima dell’auto che chiude il corteo.
Mi scuso con un centinaio di ciclisti che, sotto il sole, aspettavano solo me per partire e finalmente inizia la rissa. Pronti, via e già si sale per sette km, su pendenze intorno al 5% o 6% con alcuni strappi più duri. Il gruppo si divide in tre parti, io potrei reggere il passo del secondo troncone, ma ho davanti un muro di ciclisti impossibile da superare e così devo accontentarmi. Là davanti scappano e io risalgo lentamente la china, superando il culo del gruppo che pian piano si sfalda.